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Riceviamo e con piacere… rispondiamo
Maurizio Bonati
Dipartimento di Salute Pubblica
IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
mother_child@marionegri.it


“Riceviamo e con piacere pubblichiamo” è la forma editoriale che le riviste prive di una rubrica “Lettere/corrispondenza” utilizzano. A seguito dell’editoriale del numero 179 di R&P abbiamo ricevuto la lettera riportata di seguito che con piacere pubblichiamo non per le pressanti richieste dei mittenti, ma perché è una delle finalità principali (esiti) di R&P: stimolare la riflessione e il confronto su temi, criticità… “ricerca e pratica”.
L’editoriale criticato è, per la sua struttura, paragonabile alla “lettera del curatore” (letter from the editor) dei piccoli giornali inglesi dove il lavoro di compilazione e costruzione dei singoli numeri è fatto da una sola persona. È uno spazio di ulteriore libertà tra le pagine di R&P a partire da un tema di attualità. Il tema/pretesto di attualità è stato il caso del suicidio di una giovane donna: a partire dalla storia di Giulia raccontata dai suoi genitori. Infatti si esplicitava sin dall’inizio il “taglio” “… In molti, nel corso della vita, abbiamo vissuto la perdita di una persona cara, un amico, un collega, un conoscente o un paziente che ha scelto di finire la sua vita commettendo un suicidio. È un dramma che capita ovunque nel mondo e può capitare in ogni famiglia. Quando la vittima è un giovane, come Giulia, lo sconforto e la sensazione di impotenza sono maggiori. Le domande senza risposta sono piu numerose. Per i famigliari questa morte rappresenta un peso enorme in termini di sofferenza e senso di colpa: le domande senza risposta li accompagnano per l’intera vita”.
I mittenti, a difesa “dei non pochi problemi per tutta l’équipe del servizio” creati dalla “diffusione giornalistica” di “una triste vicenda” sembrano non aver colto la proposta di riflessione allargata ai lettori di R&P sui suicidi dei giovani e sulle domande senza risposta che accompagnano la vita dei vivi (innanzitutto i famigliari).
Delegittimare la testimonianza dei genitori perché ripresa da “un quotidiano scandalistico”, criticare la forma dell’editoriale perché induce i lettori ad una valutazione “emotiva”, e sostenere che prima di riflettere sul dramma (non la “triste vicenda”!) dei genitori di una giovane suicida si sarebbe dovuto ricorrere al fact checking, sembra fare un torto ai genitori (che sono anche loro pazienti) piuttosto che a R&P.
Conosciamo bene e comprendiamo le difficoltà quotidiane dei Servizi psichiatrici (anche) per mancanza di risorse (economiche e umane), così come lo iato cronico è sempre più ampio tra la quotidianità (la pratica) e i principi/intenzioni/gold standard (p. es. linee guida). Su questo punto i mittenti fanno un torto a loro stessi perché pur condividendo queste difficoltà e avendo anche prospettato adattamenti e implementazioni nella realtà dei Servizi italiani di Salute Mentale1, non ne fanno cenno nella loro lettera. Eppure era stato posto il problema: “le linee guida prevedono l’attivazione di un sostegno precoce entro 72 ore dall’evento, nella pratica le linee guida e le evidenze rimangono indicazioni/intenzioni, e i bisogni/diritti rimangono inevasi, per la famiglia come lo sono stati per la vittima, con il rischio di accomunarli nel sentimento di aver vissuto una vita senza scopo”. Come si comportano nella pratica i Servizi, quale audit, quali ricadute sull’organizzazione del singolo Servizio, …?
Queste le domande poste per la riflessione generale, e rimaste inevase nella lettera.
Il “problema” non è solo italiano: è mondiale. La storia di Giulia e della sua famiglia è l’ennesima storia, si diceva nell’editoriale. Cosa è possibile (e doveroso) fare secondo criteri di priorità”2 e sostenibilità3 (e principi di equità) per garantire care appropriate e responsabilità di molti, sia a livello nazionale che locale? In alcune realtà internazionali sono stati attivati interventi specifici per la prevenzione del suicidio4,5. In Italia qualcosa si è abbozzato6, ma molto resta da fare. E quali sono gli outcome dei “nostri” tentati suicidi7?
L’accesso precoce e tempestivo ai Servizi di Salute Mentale è ritenuto un obiettivo/diritto da garantire a tutti (i giovani)8, ma non solo. Migliorare gli accessi fornendo cure efficaci riduce il rischio di suicidio tra i giovani9. Qual è la situazione in Italia?
Queste erano alcune delle domande poste (tra le righe) nell’editoriale. Il suicidio non è solo la seconda causa di morte in Italia e in Europa tra gli adolescenti e giovani adulti, ma è un evento “destrutturante” la razionalità, la responsabilità… le relazioni10. Il rimando alla “nave dei folli” non era per fare anedottica, come dicono i mittenti, ma per rimandare alla riflessione che sulla “nave” ci stiamo tutti con compiti e responsabilità diverse11. Le pagine di R&P sono aperte alla riflessione, al confronto e a proposte, senza andare fuori tema e affrontando il problema.


BIBLIOGRAFIA
1. Carrà G, Segagni Lusignani G, Sciarini P, Barale F, Marinoni A, Clerici M. And how shall we deal with adaptation and implelentation of NICE schizophrenia guidelines in Italy? Epidemiologia e Psichiatria Sociale 2008; 17: 258-62.
2. Davies S, Mehta N. Public mental health: evidence based priorities. In: Annual Report, 2013, Public Mental Health Priorities: Investing in the Evidence. 2013; Chapter 2: 22-55.
3. All-Party ParliamentaryGroup (APPG) on GlobalHealth. Mental Health for Sustainable Development. November 2014. http://mhinnovation.net/sites/default/files/downloads/resource/APPG_Mental-Health_Web.pdf (accesso del 9/2/2015).
4. Sakinofsky I. Preventing suicide among inpatients. Can J Psychiatry 2014; 59: 131-40.
5. Takahashi Y, Takahashi S, Imamura Y, Yamashita R. The national strategies for suicide prevention by the United Nation/World Health Organization and the present situation of suicide in the East Asia. Seishin Shinkeigaku Zasshi 2014; 116: 690-6.
6. Falasca P, Berrardo A, Di Tommaso F. Development and validation of predictive MoSaiCo (Modello Statistico Combinato) on emergency admissions: can it also identify patients at high risk of frailty? Ann Ist Super Sanità 2011; 47: 220-8.
7. Grisham JR, Williams AD. Long-term outcomes of young people who attempate suicide. JAMA Psychiatry 2014; 71: 119-27.
8. Campo JV, Bridge JA, Fontanella CA. Access to Mental Health Services. Implementing an integrated solution. JAMA Pediatr published online February 9, 2015.
9. Campo JV. Young suicide prevention: does access to care matter? Curr Opin Pediatr 2009; 21: 628-34.
10. Onkay A. Suicide: rationality and responsibility for life. Can J Psychiatry 2014; 59: 141-7.
11. Basaglia F, Ongaro Basaglia F, Pirella A, Taverna S (a cura di). La nave che affonda. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2008.