In q­uesta notte d’autunno* 2015
Maurizio Bonati
Dipartimento di Salute Pubblica
IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche
Mario Negri, Milano
maurizio.bonati@marionegri.it



*In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
NAZIM HIKMET

La riflessione dei “necrologi” quest’anno inizia con una poesia sull’umanità, scritta da un famoso poeta turco nel ‘48 rinchiuso nelle carceri dell’Anatolia per le sue idee contrapposte a quelle del governo turco. Una esortazione nobile e attuale di impegno alla resistenza per i diritti, la bellezza dei valori, la libertà dell’uomo che gli attentati di Parigi del 7 gennaio e del 13 novembre, e le molte realtà di guerra, rischiano di affievolire. Anche quest’anno il ricordo della vita dei morti ci stimola ad essere più “umani”.

Bioetica Giovanni Berlinguer (1924): “laico tra medici e medico tra politici” attribuiva sia alla politica che alla salute una centralità sociale e su questa convinzione ha costruito la sua attività di politico, tecnico della salute, docente e comunicatore. Fu tra i primi ad attivare riflessioni e azioni in ambito bioetico “in una fase nella quale la scienza medica oltrepassava i conflitti della vita e la bioetica discuteva i limiti della medicina”1.
Nel 2001 fu tra i fondatori dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG – www.saluteglobale.it), molto attivo nel fare con il criterio della pratica del dubbio che lo accomunava un poco, non solo per militanza politica, a Pietro Ingrao (1915) che sulla pratica del dubbio ha pensato, fatto politica, scritto poesia… vissuto2.
“Se parliamo di fare il possibile, sono tutti capaci. Solo se pensi l’impossibile hai la misura di quello che puoi cambiare”, un principio di base non solo della politica, ma anche delle scienze biomediche e della riflessione interdisciplinare, affinché il progresso (anche scientifico) avvenga nel rispetto (diritto) di ogni persona umana e della sua dignità.

Comunicazione – Continua la crescita di nuove riviste in ambito biomedico: un comparto editoriale dalle caratteristiche peculiari con 28.000 riviste e quasi due milioni di nuovi articoli ogni anno. Qualità spesso scarsa, rapida e diffusa visibilità con le edizioni on line, ricavi consistenti con l’open access, competizione del mercato editoriale e scientifico basato sulla quantità. Un antesignano nell’indurre alla riflessione critica del potere e dei problemi della comunicazione (anche scientifica) è stato Giovanni Cerareo (1926)3. Giornalista, critico televisivo e cinematografico, negli anni ‘70 “gli anni delle riviste” politiche, divulgative, ecc. Entra nella redazione di “Sapere” con la direzione di Giulio Maccacaro caratterizzando la prima voce formale, critica e “basata sulle evidenze”, come si sarebbe detto alcuni lustri dopo, di analisi del mondo della ricerca scientifica, del mercato farmaceutico, del sistema sanitario, dell’ambiente: il gruppo di “Sapere” sarà presente e attivo “sul campo” sin dalle prime ore dalla contaminazione con diossina a Seveso nel ‘76.
L’esperienza di “Sapere” continua dal 1983 al 1998 con “Se, scienza e esperienza” che fonda e dirige. Continua poi infaticabilmente a formare giovani giornalisti per una comunicazione critica e trasparente.

Global medicine Globale come complessiva, di corpo e mente, di singoli e popolazioni. Due contributi essenziali, due voci diverse, ma complementari. La prima quella di David Sackett (1934) “il padre della medicina basata sulle evidenze”4. È stato un mentore straordinario per almeno due generazioni di giovani di tutto il mondo, condividendo i percorsi critici da intraprendere per una cura più efficace più sicura e più accessibile. Percorsi tra medicina e cultura come quelli calcati e indicati da Oliver Sacks (1933) nell’area neurologica5. Con i suoi “risvegli” nel 1973 diede avvio ad una forma di Narrative Medicine (allora e ancora) anticonformista e (anche) per questo criticata da una parte del mondo medico e scientifico, ma efficace per la comunicazione, informazione e riflessione di tutti: e non è poco.

Letteratura – Quando uno scrittore, in particolare se famoso, si caratterizza anche per il suo impegno civile, la sua produzione letteraria è oggetto di critiche, pregiudizi, considerazioni “altre” che spesso esulano dall’ambito letterario. È stato il caso del Premio Nobel del 1999 Günter Grass (1927) diventato famoso già con il suo romanzo d’esordio del 19596. Narratore metaforico dei limiti ed errori dell’animo umano e della realtà contemporanea tedesca ha animato polemiche accese con le sue posizioni, le ultime contro il governo israeliano e quello tedesco.
L’impegno civile contro soprusi e ingiustizie per i diritti dei popoli, in particolare quelli dell’America Latina7, è quello che ha caratterizzato l’opera narrativa e la vita di Eduardo Galeano (1940). Famoso per i suoi aforismi alcuni dedicati anche al mondo della medicina (“Buona Salute? Cattiva Salute? Tutto dipende dal punto di vista. Dal punto di vista della grande industria farmaceutica la cattiva salute è molto salutare”).

Medicina Con i suoi 17 anni di rettorato della Università degli Studi di Milano, Paolo Mantegazza (1923), farmacologo di “altri tempi”, è stato il testimone e artefice di alcuni cambiamenti dell’Accademia Nazionale. Tentativi dettati dalla necessità di adeguare il percorso formativo ai nuovi tempi: operazione ardua ancora insufficiente a cui ha contribuito con progettualità, innovazione e promozione.
La chemioterapia oncologica vede la sua nascita nella metà degli anni ‘60 con l’applicazione dei primi studi clinici controllati. È Gianni Bonadonna (1934) all’Istituto dei Tumori di Milano a contribuire allo sviluppo della disciplina con i primi studi di efficacia per il trattamento del tumore di Hodgkin definendo il primo trattamento convenzionale nel 1972.
Un altro pioniere in ambito medico è stato Mauro Moroni (1936) in particolare nella lotta all’AIDS; professionista di riferimento per le politiche di Sanità Pubblica. Una Sanità Pubblica caratterizzata spesso da arretratezza scientifica, intellettuale enorme come è stato nel caso stamina. Contro tutto questo la comunità scientifica ha perso Paolo Bianco (1955), un riferimento per la ricerca sulle cellule staminali mesenchimali: una voce rigorosa, impegnativa e disinteressata.
Un’altra “giovane” voce competente e responsabile nell’area della farmacologia clinica e sperimentazione pediatrica è stata quella di Ornella della Casa Alberighi (1959).

Psichiatria Il rigore come principio etico dovrebbe caratterizzare ogni disciplina scientifica e tutte le discipline mediche. In ambito psichiatrico il rigore metodologico valutativo dei percorsi diagnostico-terapeutici rappresenta ancora un’eccezione nella pratica sempre più concentrata sull’impiego acritico (quando non interessato) dei farmaci. Una eccezione è stato Michele Tansella (1942): “I servizi di salute mentale dovrebbero smettere di mirare solo all’abbattimento dei sintomi e, talora, alla riduzione della disabilità, per dirigere alcune delle loro attività al soddisfacimento dei bisogni espressi dai pazienti”. Auspicio che perseguì con la ricerca, la formazione e la valutazione in salute mentale8. Un altro visionario della funzione, organizzazione e attività dei servizi psichiatrici è stato Angelo Cocchi (1939) che ha finalizzato la sua attività perseguendo la sfida degli interventi precoci e preventivi, in particolare per gli esordi psicotici quale intervento di efficacia ed efficienza per i futuri servizi di salute mentale del territorio.

Solidarietà – Nel 1950 nasce a Padova il CAMM (Medici con l’Africa) con lo scopo di preparare studenti di medicina, italiani e stranieri, desiderosi di dedicare un periodo della loro attività professionale negli ospedali missionari. Iniziativa esclusiva, innovativa e lungimirante, che attraverso diverse tappe porta in 65 anni di attività circa 3000 operatori e studenti in 41 Paesi. Uno degli artefici e “accompagnatore” è stato Don Luigi Mazzuccato (1927). Due occhi “attenti da pernice in fuga”9 sotto un basco nero, un “guaritore” di pazienti e operatori. Testimonianze e professionalità messe a disposizione in varie forme e organizzazioni nella storia del volontariato italiano anche con la donazione estrema come è stato il caso di Rita Fossaceca (1964), uccisa in Kenya. “Inviati di pace” su campi di “guerra fraticida e civile” (come lo sono tutte le guerre) come lo fu quella nei Balcani vissuta da Luca Rastello (1961)10 giornalista e operatore sociale attivo a Torino, dapprima con il Gruppo Abele. Un volontariato anche locale come quello del Naga (1964), l’associazione milanese che dal 1987 promuove e tutela i diritti dei cittadini stranieri. Tra i fondatori, Italo Siena (1954) medico di famiglia che immaginava un’associazione composta da immigrati che partecipano attivamente a cambiare la società italiana.

È l’anno del Giubileo della Misericordia. Questi necrologi ci ricordano che “la pietà del cuore” è un sentimento attivo, laico, di comprensione che ci sprona a riflettere per meglio agire, per noi e per gli altri: buon 2016 a tutti!

BIBLIOGRAFIA
1. Berlinguer G. Questioni di vita. Etica, scienza e salute. Torino: Einaudi, 1981.
2. Ingrao P. La pratica del dubbio. Dialogo con Claudio Carnieri. Cesario di Lecce (LE): Manni Editori, 2007.
3. Cesareo G. La televisione sprecata. Milano: Feltrinelli Editore, 1974.
4. David Sackett. Epidemiologia basata sulle evidenze. Torino: Centro Scientifico Editore, 1988.
5. Sacks O. Risvegli. Milano: Adelphi, 1987.
6. Grass G. Il tamburo di latta. Milano: Feltrinelli Editore, 2013.
7. Galeno E. La vena aperta dell’America Latina. Segrate (MI): Sperling & Kupfer Editore, 2012.
8. Tansella M. Psichiatria epidemiologica. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2012.
9. Rumiz P. Il bene ostinato. Milano: Feltrinelli Editore, 2011.
10. Rastello L. La guerra in casa. Torino: Einaudi Editore, 1998.