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DOI 10.1707/2358.25284 Scarica il PDF (90,9 kb)
Ric&Pra 2016;32(5):232



Mamme impegnate in molteplici ruoli

Equilibriste. Questo il termine scelto per descrivere le mamme italiane che si destreggiano fra le loro aspirazioni di crescita personale e professionale e il loro essere mamme e in senso più allargato persone che si prendono cura, caregiver delle persone anziane e in generale di membri della famiglia. Save the Children Italia Onlus quest’anno dedica il rapporto alla figura delle mamme in Italia, alle loro fatiche e difficoltà, al loro impegno in casa, nel lavoro, nella società, e agli ostacoli che ancora rendono difficile un rapporto equilibrato fra i diversi “cappelli” che indossano per i ruoli che sono portate a rivestire. L’organizzazione ha voluto rispondere ad alcune domande quali per esempio: “Come vivono queste mamme? Quante persone, bambini e anziani accudiscono? Che difficoltà incontrano, in famiglia e sul lavoro? Che impatto ha la loro condizione economica e sociale sull’educazione e sul futuro dei figli?”. Quello che ne emerge è un’analisi dei dati sulle mamme in Italia, sul loro ruolo nel welfare nazionale, sulle responsabilità, asimmetriche, nei carichi familiari, sulle ripercussioni rispetto alle opportunità professionali, chiamate a svolgere un lavoro gratuito di assistenza e cura, che nello stesso tempo sottrae opportunità non solo alla donna ma anche alla società intera che ne perde le singole potenzialità. Il rapporto illustra, con l’aiuto di tabelle e numeri, il carico familiare, la situazione lavorativa, le possibilità, o meno, di conciliazione tra famiglia e lavoro, l’uso del tempo e le strategie a livello familiare, le strategie pubbliche e quelle aziendali per la conciliazione e la condivisione. Lo sguardo si posa anche sugli effetti della condizione delle mamme sui bambini e la povertà educativa. “La forte responsabilità di cura che le mamme d’Italia si assumono nei confronti dei figli, nonché l’aumento crescente della complessità delle relazioni familiari, implica poi che le potenzialità di crescita dei figli siano direttamente connesse con la condizione economica e sociale delle madri”, è scritto nel rapporto. “Questa dinamica sociale si rivela particolarmente critica nelle situazioni legate alla povertà educativa dei bambini tra 0 e 6 anni”. Povertà educativa che racchiude nel termine l’impossibilità di avere stimoli e opportunità per sperimentare e mettere a frutto i propri talenti, aspirazioni e capacità, legata all’aspetto economico ma in una dimensione più ampia e complessa che comprende le diverse possibilità educative e culturali che vanno al di là della scuola, offerte dalla comunità ma anche dalle famiglie.



Il rapporto comprende anche il nuovo Mothers’ Index (Indice della Madri) italiano di Save the Children, una sorta di classifica di dove sia più facile essere mamma (sviluppato in modo analogo all’indice mondiale dell’organizzazione) in cui sono rappresentati tre aspetti: cura familiare, lavoro e servizi pubblici. L’indice ha mostrato come regione più mother friendly il Trentino Alto Adige, mentre la Calabria risulta ultima, e in generale uno squilibrio fra Nord e Sud. Il rapporto conclude sottolineando la “persistente complessità dell’essere madri oggi in Italia”, ma anche che la condizione di queste madri rappresenta “un potenziale di crescita non espresso di una parte di popolazione che ha sviluppato e sta sviluppando delle capacità e dei talenti importanti”. Il rapporto afferma che è da “capovolgere la prospettiva secondo cui la maternità è un peso nel mondo del lavoro, e vederla invece come un’occasione di crescita importante. Inoltre investire sul miglioramento della condizione materna sotto ogni punto di vista permette di moltiplicare gli effetti positivi, coinvolgendo anche i figli e le future generazioni, come ci illustrano i dati sulla povertà educativa” .
Valeria Confalonieri
valeriamaria.confalonieri@fastwebnet.it


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Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 2038-2480