L’apparenza inganna

Maurizio Bonati

maurizio.bonati@ricercaepratica.it

 

Cogliere l’essenza del reale è spesso difficile, così l’apparenza può essere ingannevole. Lo raccontavano Eschilo e Seneca e nel tempo è diventata una considerazione ovvia, forse banale, comunque, troppo spesso ignorata. Tema ricorrente nella letteratura (per esempio, L’apparenza delle cose)1, nel teatro (per esempio quello di Thomas Bernhard) e nel cinema (per esempio, American Hustle del 2013 di David Russell), ma anche nelle discipline scientifiche. Nella musica come non ricordare l’album L’apparenza del 1988 di Lucio Battisti che, per quanto frammentario, vagava tra la poetica del dubbio.

Che la realtà non è sempre come ci appare e che abbiamo una fallace e ingenua immagine del mondo è un po’ la ragione di vita e lavoro dei fisici, in particolare quelli quantistici, o dei filosofi2,3.

Se in psicanalisi l’apparenza e gli inganni della nostra percezione possono essere rimandati alle nostre insicurezze del vedere e del percepire, e su questa insicurezza si creano anche quadri psicotici, in medicina il non fermarsi alle apparenze è l’essenziale della pratica clinica4. Fermarsi al sintomo può essere ingannevole per la corretta diagnosi e l’efficace terapia. Quello che racconta il paziente è essenziale e deve essere raccolto e valutato con attenzione e in sintonia, ma per attribuirne la causa e pianificare un intervento terapeutico non è sufficiente la ragione che ha mosso il paziente ad andare dal medico. L’applicazione di un metodo scientifico, per quanto rigido sia il metodo e appropriata la sua applicazione, non può prescindere da un approccio multimodale, olistico, complessivo, personalizzato. Principi propedeutici al percorso formativo in medicina, che la pratica caricherà di essenzialità, in particolare in alcune discipline come per esempio la psichiatria. Principi non certo nuovi, seppur declinati in modi differenti dalla linguistica moderna, insegnati da Augusto Murri oltre un secolo fa e che, per altre vie e in altri ambiti, Karl Popper sviluppò e approfondì5,6.

Con l’inizio del 2024 i casi di apparenza ingannevole giunti all’attenzione dell’opinione pubblica sono stati frequenti e attinenti ai vari aspetti della vita dell’intera comunità. Da qui la presente riflessione a partire da alcuni avvenimenti.

Trascorrere 33 anni in carcere da innocente, come è stato per Beniamino Zuncheddu, perché l’apparenza è stata ingannevole, rimanda a complicità e responsabilità personali e istituzionali che mai potranno adeguatamente ripagare gli esiti dell’ingiustizia subita. Potranno forse essere evitate in futuro se “i tempi della giustizia” e del legislatore fossero appropriati alla garanzia dei diritti dei cittadini.

Per rimanere nel campo della giustizia l’iniziativa, in corso di processo, di un pm di indagare per favoreggiamento e falso ideologico due psicologhe (pubblici ufficiali) e l’avvocata dell’accusata in giudizio sulla base della apparente falsa sofferenza dell’imputata. La “giustizia farà il suo corso”, ma per quanto riguarda le apparenze è che la decisione del pm tende a contrastare un uso arbitrario (non appropriato) del WAIS-IV test. La Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS) è il più noto test d’intelligenza, con il calcolo del quoziente intellettivo, utilizzato in età adulta, ma anche utile per la valutazione del funzionamento cognitivo, per valutare la personalità, le modalità di ragionamento e di problem-solving di una persona. Uno strumento che fornisce “segni” da integrare con altre valutazioni nella costruzione dei bisogni della persona giunta all’osservazione dell’operatore sanitario. L’uso dello strumento da parte di competenze diverse e per finalità diverse aumenta il rischio di imbattersi in apparenze ingannevoli e, indipendentemente dall’esito delle indagini giudiziarie del caso citato, anche per questa notizia di cronaca il farsi ingannare dalle apparenze può avere conseguenze permanenti per il singolo e recuperabili con difficoltà da parte della comunità e dalle istituzioni che la rappresentano. Il creare apparenze ingannevoli in medicina rimanda a potenziali patologie, in giurisprudenza a reati.

Marco, nato femmina, ha iniziato il suo percorso di transizione di genere, quello di affermazione di genere è stato più precoce e continuerà ancora per un tempo la cui durata e condizione di benessere non dipenderanno solo da lui. Il percorso era ad uno stadio già avanzato tanto da essere stata programmata l’isterectomia e successivamente una ricostruzione plastica. Agli esami del prericovero gli viene accertata una gravidanza in corso giunta al quinto mese di gestazione. Primo caso descritto in Italia, ma altri casi di seahorse (cavalluccio marino)7 sono già stati riportati a livello internazionale. La vicenda di Freddy McConnell, un giornalista che ha lavorato al The Guardian, è raccontata nel documentario Seahorse: The Dad Who Gave Birth di Jeanie Finlay del 2019 che fu candidato ai British Independent Film Award come miglior documentario.

Numerose le reazioni e quasi tutte focalizzate a disquisire sull’appartenenza ingannevole di genere, della percezione del sesso di un individuo e delle contraddizioni (non delle difficoltà o dei benefici per le persone in transizione), quando non manifestare solo la propria contrarietà alla transizione di genere. Poche le eccezioni e tra queste Concita De Gregorio e Chiara Valerio su la Repubblica rispettivamente del 21 e del 22 gennaio e Vera Gheno per Amare parole, podcast del Post del 24 gennaio 2024.

Il caso di Marco dovrebbe porre dapprima un quesito su una gravidanza non cercata, non voluta (non pianificata, non desiderata), condizione associata al 50% delle gravidanze nel mondo8. Quindi espressione di un bisogno educativo, informativo e formativo che necessita di interventi di educazione alla sessualità che coinvolgano non solo i giovani, gli studenti sin dalla scuola d’infanzia (ancor meglio dall’asilo nido), ma anche i genitori e gli insegnanti. Il progetto ministeriale “Educare alle relazioni” (prima annunciato come “Educazione alla sessualità”) che prevede un’ora a settimana per tre mesi, fuori dall’orario curricolare, di incontri tra ragazze e ragazzi delle scuole superiori ed esperti non meglio identificati, tra psicologi, educatori e influencer, giunge in ritardo rispetto alle indicazioni dell’UNESCO che nel 2018, in collaborazione con altre agenzie internazionali, ha lanciato un processo di educazione sessuale completa (CSE) basato su un curriculum di insegnamento e apprendimento sugli aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità, pubblicando anche un manuale di riferimento9. Quindi un ritardo non imputabile al solo Governo in carica, ma comunque un progetto limitato. Un’iniziativa limitata, in particolare, nel non distinguere tra sessualità e affettività, tra sentimenti e attrazione, tra diritti riproduttivi e desideri. Bisogni e diritti comuni a tutte le persone e di tutte le età e condizioni, sia cis che trans, che non possono essere soddisfatti con approcci basati esclusivamente sul genere di nascita, e non sull’orientamento sessuale (sulla androsessualità o sulla gynesessualità) di una persona o sull’identità di genere. Considerare solo il genere biologico di nascita e non anche quello elettivo, fermarsi solo alle apparenze, può quindi portare non solo ad erronee considerazioni, ma anche alla negazione di diritti. Insomma, se si vuol sapere se qualcuno è maschio o femmina, sarebbe meglio semplicemente chiederglielo10,11. Le apparenze possono essere ingannevoli, ma solo se vogliamo o accettiamo di essere ingannati.



BIBLIOGRAFIA

1. Brundage E. L’apparenza delle cose. Torino: Boringhieri, 2017.

2. Rovelli C. La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014.

3. Shopenhauer A. Il mondo come volontà e rappresentazione. Milano: Mondadori, 1989.

4. Gambazzi P. L’occhio e il suo inconscio. Milano: Raffaello Cortina Editore, 1999.

5. Murri A. Il medico pratico. Bologna: Zanichelli, 1914.

6. Popper K. Congetture e confutazioni. Lo sviluppo della conoscenza scientifica. Bologna:
Il Mulino, 2009.

7. Tra i cavallucci marini, durante l’accoppiamento la femmina deposita le uova nella tasca incubatrice del maschio che conserva le uova fino alla nascita dei piccoli.
Holt WV, Fazeli A, Francisco Otero-Ferrer F. Sperm transport and male pregnancy in seahorses: An unusual model for reproductive science. Animal Reproduction Science 2022; 246: 106854.

8. United Nations Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2022). World Population Prospects 2022: Summary of Results. UN DESA/POP/2022/TR/NO. 3.

9. United Nations Education Scientific and Cultural Organization, Joint United Nations Programme on HIV/AIDS, United Nations Population Fund. International Technical Guidance on Sexuality education: An Evidence-Informed Approach. 2nd Revised Edition. UNESCO, Paris 2018 https://cdn.who.int/media/docs/default-source/reproductive-health/sexual-health/international-technical-guidance-on-sexuality-education.pdf?sfvrsn=10113efc_29&download=true

10. Ainsworth, C. Sex redefined. Nature 2015; 518: 288-91.

11. Peters SAE, Woodward M. A roadmap for sex- and gender-disaggregated health research. BMC Med 2023; 21: 354.