Le malattie non rispettano le frontiere

La casa editrice Einaudi ha pubblicato la traduzione italiana di questa monumentale opera scritta da Kyle Harper, che insegna Lettere classiche alla Università di Oklahoma. Il sostantivo “epidemia” individua la manifestazione collettiva di una malattia, generalmente infettiva, che rapidamente si diffonde fino a colpire un gran numero di persone in un territorio più o meno vasto e si estingue dopo una durata più o meno lunga. Le epidemie hanno avuto un ruolo rilevante nella storia dell’umanità sul piano sanitario, demografico, sociale ed economico, ponendo l’individuo davanti a scelte radicali: o la ricerca della propria sopravvivenza al di là di ogni affetto e legame o la dedizione fino al sacrificio. Nella letteratura contemporanea, l’epidemia è diventata il simbolo dell’alienazione, della malattia mortale che pervade la società (Albert Camus) o della disgregazione della personalità dell’uomo (Thomas Mann).

Il sostantivo “pandemia” si riferisce invece alla diffusione di una malattia epidemica in vaste aree geografiche su scala globale, coinvolgendo gran parte della popolazione mondiale e instaurando una situazione che presuppone la mancanza di immunizzazione dell’uomo verso un agente patogeno altamente pericoloso. Negli ultimi mesi della Grande Guerra fece la sua comparsa la pandemia influenzale, che avrebbe causato la morte di 20-40 milioni di persone. Negli Stati Uniti le vittime furono più di 500.00 mila, nella sola India forse 20 milioni. La maggior parte delle vittime di quella pandemia furono soggetti giovani (20-30 anni) in buona salute. Più recentemente, la nostra vita è segnata dalla pandemia da SARSCoV2, agente patogeno appartenente alla famiglia dei coronavirus (virus a RNA), che dal settembre 2019 si è iniziato a diffondere a partire dalla Cina, dalla provincia di Hubei.

Le malattie non rispettano le frontiere. La comunità internazionale dispone di una solida esperienza nella collaborazione tra le nazioni, necessaria ad incrementare la capacità di sorveglianza epidemiologica; dispone di un numero maggiore di laboratori in grado di caratterizzare geneticamente i virus in modo tempestivo e di fare diagnosi precoci nell’uomo. Dal 1948, operano ad Atlanta i Centri di Controllo delle Malattie (CDC) che rappresentano la più importante istituzione governativa a livello mondiale nel campo della sorveglianza delle malattie infettive emergenti. In Europa, dal 2005 opera a Stoccolma l’European CDC che coordina le attività di prevenzione e controllo delle malattie infettive tra gli Stati dell’Unione.

Un tema cruciale nella gestione delle pandemie è quello del rapporto tra salute del singolo e salute della collettività, che implica un bilanciamento di interessi che entrano in contrasto, potendosi declinare questo rapporto anche nei termini del bilanciamento tra libertà individuale e sicurezza collettiva. Più in generale il tema riguarda le modalità attraverso le quali le democrazie possono impattare rispetto a situazioni imprevedibili, senza tuttavia perdere la loro essenza e rischiare di trasformarsi in democrature, meno rispettose dei diritti e delle libertà dei cittadini.




Nel corso della recente pandemia da SARSCoV2 abbiamo potuto verificare come le necessarie misure di contenimento del contagio, in attesa dell’individuazione di vaccino e di farmaci efficaci, abbiano inciso inevitabilmente su alcuni diritti fondamentali delle persone.

Queste riflessioni vanno integrate con aspetti di inadeguatezza delle strutture esistenti preposte ad affrontare l’emergenza, conseguenza degli effetti di politiche restrittive precedenti alla pandemia, come il problema delle terapie intensive, quello delle residenze per anziani, quello del modo di funzionamento della medicina territoriale, quello delle scorte di materiali e attrezzature. In buona sostanza una storia tutta da riscrivere, ma non pare che allo stato attuale molto sia stato fatto per affrontare più adeguatamente una nuova pandemia.

Domenico Ribatti

Dipartimento di BiomedicinaTraslazionale e Neuroscienze “DiBraiN”Università degli Studi di Bari

domenico.ribatti@uniba.it