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DOI 10.1707/3266.32341 Scarica il PDF (113,6 kb)
Ric&Pra 2019;35(6):284-285



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BUONE NOTIZIE DA GINEVRA: ERADICATO UN ALTRO CEPPO DI POLIOVIRUS
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il 24 ottobre 2019, in occasione della giornata mondiale contro la poliomielite, l’eradicazione del ceppo di tipo 3 del poliovirus, dopo che l’ultimo caso dovuto a questo ceppo era stato registrato in Nigeria nel 2012 1 . Dei tre ceppi esistenti, il 2 è stato dichiarato eradicato nel 2015, mentre è tuttora in circolazione il poliovirus di tipo 1.
Al 30 ottobre i casi di polio dovuti al virus selvaggio di tipo 1 segnalati nel corso del 2019 erano 19 in Afghanistan e 77 in Pakistan, con un numero, purtroppo, in aumento rispetto al 2018 (33 in totale). Queste sono le uniche due nazioni dove il virus è ancora endemico.
Inoltre, sono stati segnalati 117 casi dovuti a ceppi derivanti da vaccini di tipo orale.
Il traguardo verso l’eradicazione del virus della polio è più vicino, anche se le difficoltà incontrate in Afghanistan e Pakistan non consentono di essere sufficientemente ottimisti e di abbassare la guardia.

OGNI ANNO IN ITALIA L’INFLUENZA POTREBBE CAUSARE TRA 7000 E 24.000 MORTI
Sono 68.068 le morti (potenzialmente) attribuibili all’influenza in Italia nel periodo 2013-2017, secondo una stima effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Ospedale Bambino Gesù e dell’Università Cattolica di Roma 2 . Nel loro studio i ricercatori hanno analizzato i dati di mortalità per tutte le cause, forniti dall’ISTAT, e i dati prodotti dalla rete di sorveglianza InfluNet, applicando un modello precedentemente utilizzato in altre nazioni europee (FluMOMO). Inoltre, nel modello statistico sono state considerate anche le variazioni di temperatura rispetto alle medie del periodo.
Il maggior numero di morti attribuibili all’influenza è stato stimato per le stagioni 2016/17 (24.981) e 2014/15 (20.259), con un minimo nella stagione 2013/14 pari a 7027. In termini di tasso di mortalità in eccesso, la stima varia tra 11,6 e 41,2 casi per 100.000 abitanti, a seconda della stagione influenzale.
Il maggior impatto della mortalità attribuibile all’influenza grava sulla popolazione anziana: più del 90% delle morti riguardano gli ultra 65enni, con un tasso di mortalità, nella stagione 2016/17 pari a 1,5 per mille.
Pur con i limiti di questo tipo di stime, i dati confermano che tra le malattie infettive l’influenza è quella con il maggiore impatto in termine di morbilità e mortalità. Nonostante questo, esiste un divario tra le stime epidemiologiche e la percezione dei cittadini: come emerso nel rapporto Eurobarometro “Europeans’ attitudes towards vaccination” e come precedentemente riportato su Ricerca&Pratica, la percentuale di italiani consapevoli che l’influenza possa causare morti è solo del 15%, il valore più basso registrato nelle nazioni europee (il valore complessivo nei 28 paesi considerati è 56%) 3 .

“PRO VAX” VERSUS “NO VAX”?
LA REALTÀ È PIÙ COMPLESSA
Nonostante il dibattito sulle vaccinazioni sia stato presentato come una polarizzazione tra due posizioni opposte, il quadro è più complesso e articolato, come documentato da Giampietro Gobo, dell’Università degli Studi di Milano e Barbara Sena, di Unitelma Sapienza Roma, professori di Sociologia, in un articolo pubblicato sulla rivista Salute e Società 4 .
Gli autori hanno effettuato un’analisi del contenuto qualitativa su 1139 fonti provenienti da stampa italiana (nazionale e locale), 71 interventi in trasmissioni televisive nazionali e locali e 14 blog di medici, giornalisti scientifici e associazioni di genitori, nel periodo marzo 2017-novembre 2018, identificando 9 posizioni all’interno del dibattito sulle vaccinazioni sviluppatosi in Italia. Sia tra i convinti sostenitori dell’efficacia e utilità dei vaccini che tra gli scettici/contrari è stato possibile individuare opinioni differenti, seppure le differenze in alcuni casi potrebbero essere sfumate e più formali che sostanziali.
Nel frattempo, il dibattito sull’obbligatorietà vaccinale coinvolge altre nazioni europee. In Germania è al vaglio una legge per rendere obbligatoria la vaccinazione contro il morbillo, mentre nel Regno Unito il Segretario di Stato alla Salute Matt Hancock e il Chief Medical Officer Sally Davis, si sono espressi a favore dell’introduzione dell’obbligo vaccinale.
Al contrario, il British Medical Journal riporta i timori di un gruppo di esperti riuniti a Londra l’8 ottobre in occasione di un evento organizzato dal Science Media Centre, riguardo a un possibile impatto negativo dell’obbligatorietà sulla fiducia dei cittadini verso le vaccinazioni e le istituzioni sanitarie 5 . Gli esperti imputano il calo delle coperture vaccinali osservato anche nel Regno Unito principalmente a una maggiore difficoltà nell’accesso ai servizi. Facilitare la possibilità di vaccinare i bambini, estendendola a luoghi frequentati comunemente dalle famiglie potrebbe favorire una maggiore aderenza alle vaccinazioni, è il parere della professoressa Helen Bedford. Un approccio che potrebbe rivelarsi utile anche in Italia.

E SE È IL VACCINO A MANCARE?
“A causa della carenza sul mercato di dosi di vaccino contro l’HPV, nelle prossime settimane si potranno verificare criticità per l’effettuazione della vaccinazione. Gli operatori dei Servizi sanitari vaccinali contatteranno le famiglie dei ragazzi e delle ragazze già prenotati per informarli del rinvio dell’appuntamento. Ci scusiamo per il disagio, la ripresa regolare delle attività vaccinali sarà comunicata tempestivamente”.
L’AUSL di Reggio Emilia ha reso pubblico il problema sul proprio sito nel settembre 2019 6 , ma la carenza del vaccino HPV ha riguardato anche altri contesti geografici, italiani e non solo. Difficoltà nel garantire la vaccinazione a causa delle scorte limitate sono state segnalate a Milano e lo scorso anno, per esempio, in Cina e Nuova Zelanda.
Il problema della limitata produzione del vaccino è noto alle autorità sanitarie e discusso nel corso della riunione dell’8-10 ottobre 2019 lo Strategic Advisory Group of Experts (SAGE) on Immunization dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso la profonda preoccupazione che l’attuale scarsità di dosi di vaccino potrebbe portare alla mancata introduzione di programmi di vaccinazioni in paesi con un’alta incidenza di tumore alla cervice uterina 7 . In questo contesto, il SAGE raccomanda a tutti i Paesi di posticipare momentaneamente l’implementazione di strategie vaccinali che estendano l’offerta vaccinale ai maschi o a gruppi di età ≥15 anni.

Antonio Clavenna
Dipartimento di Salute Pubblica
Istituto di Ricerche Farmacologiche
Mario Negri IRCCS, Milano
antonio.clavenna@marionegri.it
BIBLIOGRAFIA
1. WHO. Two out of three wild poliovirus strains eradicated https://www.who.int/news-room/feature-stories/detail/two-out-of-three-wild-poliovirus-strains-eradicated (ultimo accesso del 12 novembre 2019).
2. Rosano A, Bella A, Gesualdo F, et al. Investigating the impact of influenza on excess mortality in all ages in Italy during recent seasons (2013/14-2016/17 seasons). Int J Infect Dis 2019; 88: 127-34.
3. Clavenna A. Ultime Notizie. Ricerca&Pratica 2019; 35: 188-9.
4. Gobo G, Sena B. Oltre la polarizzazione “pro-vax” versus “no-vax”. Atteggiamenti e motivazioni nel dibattito italiano sulle vaccinazioni. “salute e società” 2/2019, pp. 176-190.
5. Mahase E. Mandatory childhood vaccination could cause “irreparable damage,” says expert panel. BMJ 2019; 367: l5995.
6. Papilloma Virus, appuntamenti rinviati per carenza del vaccino. https://www.ausl.re.it/comunicazione/ comunicati-stampa/papilloma-virus-appuntamenti-rinviati-carenza-del-vaccino
(ultimo accesso del 12 novembre 2019).
7. WHO. Highlights from the Meeting of the Strategic Advisory Group of Experts (SAGE) on Immunization. 8-10 October 2019. www.who.int/immunization/sage/ meetings/2019/october/SAGE_Oct_2019_Meeting_Highlights.pdf?ua=1
(ultimo accesso del 12 novembre 2019).
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